
Chi sono?
Mi presento: sono la dottoressa Alice Piovesan, Psicologa iscritta all’Albo dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia. Mi sono laureata in Psicologia Clinica e neuropsicologia del ciclo di vita, all’Università Bicocca di Milano, che mi ha permesso di approfondire i cambiamenti, alle risorse e alle difficoltà che possono emergere in ogni fase della vita. Ho concluso il mio percorso con una tesi sugli effetti dell’isolamento da Covid-19 sugli adolescenti, particolare attenzione all’impatto emotivo, relazionale e psicologico di quel periodo così unico.
Lavoro nelle scuole, dalla scuola dell’Infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, come psicologa scolastica: svolgo attività di prevenzione, sportello di ascolto psicologico, osservazioni nelle classi e progetti legati all’affettività.
Credo profondamente nell’importanza della prevenzione e della promozione del benessere psicologico, fin dall’infanzia, attraverso spazi di ascolto e confronto che possano aiutare bambini, ragazzi e adulti di riferimento a riconoscere e affrontare con maggiore consapevolezza le difficoltà e i cambiamenti che incontrano nel proprio percorso di crescita. Attribuisco una grande importanza al lavoro svolto all’interno dei contesti scolastici, perchè rappresenta un servizio di primo livello, accessibile e gratuito per le famiglie, capace di avvicinare il supporto psicologico ai bisogni quotidiani delle persone.
Nel mio studio, incontro principalmente adolescenti, giovani adulti e adulti, ma anche coppie e anziani.
Collaboro infine con un Consultorio Familiare, anch’esso servizio gratuito per i cittadini, per svolgere il mio tirocinio di specializzazione in Psicoterapia.
Al momento, sto proseguendo la mia formazione frequentando una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, che ha indirizzo Psicoanalitico del Sé e di Psicoanalisi Relazionale. Questo approccio ppartiene alla corrente della psicoanalisi, ma ne propone una rilettura contemporanea, attenta alle modalità relazionali e ai cambiamenti sociali e culturali che caratterizzano il nostro tempo. L’ho scelta perché credo che il lavoro terapeutico oggi richieda uno sguardo capace di comprendere la complessità delle relazioni, dell’identità e delle nuove modalità di vivere il rapporto con sé stessi e con gli altri. Trovo particolarmente prezioso un approccio che sappia integrare la profondità del pensiero psicoanalitico, con una sensibilità attuale verso l’esperienza della persona e il contesto in cui vive.

“Non bisogna tenere in massimo conto il vivere come tale,
bensì il vivere bene.”
Platone









